La sua prima formazione avvenne nella sua città natale, Budapest, dove frequentò la Scuola di Arti Applicate, la Scuola di Disegno di Tibor Gallé e l’Atelier Strasser. Fra i suoi maestri si trovano il surrealista francese Marcel Jean ed i pittori Sandor Bortnyik ed Aurel Bernath, già appartenenti alla Bauhaus.
Venticinquenne, Clara aderì al Movimento dei Giovani Artisti Ungheresi del “Café Revue” e fu tra i “5 giovani” che, nel Marzo 1945, dettero luogo alla prima manifestazione d’arte post bellica nella città distrutta dal conflitto mondiale.
Lasciata l’Ungheria nel 1948, dopo un breve periodo a Roma, Clara si recò in Uruguay e successivamente in Brasile.
A San Paolo conobbe e sposò Mauro Francini; lì parteciparono attivamente insieme alla vita artistica brasiliana con esposizioni personali e collettive, partecipazioni alle Biennali di San Paolo, Saloni d’Arte Moderna di Rio de Janeiro, ottenendo ampi consensi di critica, premi e riconoscimenti. Si dedicò ad attività teatrali come figurinista e scenografa, principalmente presso il Teatro Brasileiro de Comedia di San Paolo.
Tornata in Europa nel 1959, abitò a Parigi con il marito Mauro Francini e i loro due figli fino al 1962 e poi a Milano, dove si trasferì con la famiglia lavorando come editor da Mondadori, continuando a dipingere ed esporre fino alla morte.
Opere di Clara Heteny si trovano alla Pinacoteca di Stato ed al Museo d’Arte Moderna di San Paolo, al Museo delle Belle Arti di Montevideo, ed in numerose collezioni private in Argentina, Brasile, Uruguay, Perù, Cile, U.S.A., Canada, Francia, Svizzera, Germania, Austria, Ungheria oltre che in Italia.